mercoledì 23 febbraio 2011

LABORATORIO GIARDINO: Cos'è un attore quando non ha con sé uno spettacolo?


Dopo un lungo periodo di pausa, riprende sul Blog la ricerca del Laboratorio Giardino. Il laboratorio-giardino per i teatri di nuova generazione è un percorso di formazione dello spettatore giunto al secondo anno di attività. Esso è costituito da un gruppo scelto di spettatori e artisti e nasce con l’obiettivo di recuperare le peculiarità, particolari e universali, del linguaggio teatrale e di proteggerlo dalla tendenza omologante e globalizzante dei nostri tempi, che tutto uniforma e indirizza. Nel primo anno il processo di ridefinizione dei significati, dei modi e delle funzioni del teatro si è prevalentemente basato sulla produzione di domande a cui sì è tentato di produrre delle risposte, a titolo individuale e a seguito di un lavoro esperienziale fondato su un’ampia analisi del linguaggio teatrale, su esercitazioni sceniche, su interviste e letture di saggi sul teatro. Porsi domande sul teatro è significato problematizzare l’argomento e questo è stato utile anche per tutelare nei partecipanti il bisogno sociale e personale di diversità e complessità. In questo “anno secondo” del Laboratorio Giardino il lavoro di formazione dello spettatore prosegue il cammino sviluppando la ricerca che ha caratterizzato il precedente percorso, creando eventi culturali, stabilendo momenti di studio e di confronto. In particolare, s’intende stabilire dei contatti e dei confronti con attività di formazione dello spettatore di altre regioni italiane, vedere documenti video sulle maggiori compagnie del teatro mondiale, produrre delle minitesi monografiche su alcuni tra i più importanti autori, registi, attori, scenografi, costumisti del teatro mondiale, creare un evento culturale da realizzare nell’ambito della giornata mondiale della poesia e nel quale coinvolgere artisti e realtà teatrali, riprendere e sviluppare alcuni degli esiti scenici del precedente percorso, realizzare una pubblicazione sulla ricerca sul teatro svolta nell’ambito del laboratorio.
La ricerca sul blog è cominciata con una domanda: “Cos’è il teatro?” e prosegue ancora con una domanda: "Cos'è un attore quando non ha con sé uno spettacolo?" Tale domanda è stata posta dal regista Eugenio Barba durante il soggiorno dell'Odin Teatret in alcuni piccolissimi paesi dell'Italia meridionale. A questa domanda, la terza, chiedo di offrire una risposta, pubblicabile su questo blog da chiunque desideri partecipare al processo di ridefinizione e rivalutazione del teatro. Infine, ritengo interessante pubblicare una sequenza di domande sul teatro, elaborata nel 1963 dell’attore, regista e pittore statunitense Julian Beck e proposta nel Laboratorio Giardino dalla nostra preziosa ninfea, Sabrina.

Andrea Meloni

domande 1963.
finisco con domande perché non ho risposte

questa è la terza delle tre trasmissioni sulla vita del teatro effettuate alla stazione wbai new york city

qual è la differenza tra domande e risposte?
le domande di Amleto sono la sua gloria o la sua tragedia?
perché vai a teatro?
è importante andare a teatro?
è importante leggere?
la gente che va a teatro è differente dalla gente che non ci va?
cosa ti succede quando vai a teatro?
quando lasci il teatro sei cambiato; cioè, siccome vieni
cambiato da ogni attimo di esperienza, dopo tre ore
sei naturalmente diverso, ma intendo trasformato
in maniera attiva?
vuoi essere cambiato attivamente?
sei soddisfatto?
è bene cambiare?
c’è qualcosa di sufficiente?
di cosa sto parlando?
vai a teatro per avere delle risposte?
hai nessuna domanda?
quanto è lunga una vita?
ti importa quel che sta succedendo?
ti importa quanto viviamo?
ti importa come viviamo?
perché sto facendo queste domande semplici che ognuno dovrebbe porsi continuamente; è perché credo che tu non te le poni?
cosa ci sta succedendo?
cosa succede a teatro?
vai a teatro per scoprire qualcosa della vita?
è più facile osservare la vita in teatro o per strada?
hai provato gioia a teatro?
hai provato gioia per strada?
cosa ti piace?
provi impressioni sensuali a teatro?
vai a teatro per avere stimoli sessuali?
ti piace strofinarti alla persona accanto?
vai a teatro per degli esercizi intellettuali?
vai a teatro per sapere se hanno scoperto cosa sta succedendo?
vai a teatro perché forse possono darti la verità?
è verità ogni cosa che esiste?
sono verità i giornali?
gli autori teatrali registrano la verità meglio dei giornalisti?
i giornali mentono, gli autori mentono, gli attori mentono?
mentono deliberatamente gli autori, gli editori, gli attori?
vai a teatro per vedere quanto abilmente un attore si possa mascherare in un altro?
pensi che gli attori debbano provare a impersonificare
l’esistenza perfetta?
cos’è l’esistenza perfetta?
può un attore mostrarti l’esistenza perfetta?
può un attore mostrare l’esistenza perfetta solo quando recita il Faust?
cos’è l’intuito?
lo usi il tuo intuito?
è facile fare domande?
cosa disse Aristotele a proposito della catarsi?
vai a teatro per purificarti?
ricordi di essere mai stato purificato a teatro?
vai a teatro con attesa e speranza?
il teatro è un sistema per imparare cose che non conosci?
a cosa serve imparare?
sei sicuro di ogni risposta?
tutte le cose sono uguali?
c’è qualcosa che abbia valore?
è giusto uccidere talvolta?
che differenza c’è tra un elefante e un fazzoletto?
uccidi qualcuno per difendere la tua proprietà?
metteresti qualcuno in prigione?
prendi in giro gli omosessuali?
pensi che i neri siano un tantino inferiori?
pensi che i bianchi stiano decadendo fisicamente e mentalmente?
dici bugie?
quante volte menti al giorno?
pensi di dover mentire per andare avanti nel mondo?
sei soddisfatto, domando di nuovo?
ti soddisfa qualunque cosa?
hai rapporti sessuali soddisfacenti?
voglio dire, ti piace quando li hai?
ne hai abbastanza?
sai come amare?
ami?
sei amato?
sai come odiare?
odî?
perché per quanto ami il piacere, preferisco un teatro
disturbante a un teatro piacevole?
chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo? (Gauguin)
chi sono i tre con brillanti negli occhi che fanno smorfie fra le nostre ombre private? (Barker)
dobbiamo amarci o morire? (Auden)
qual è il dilemma? Shakespeare. (Stein)
lo sai che ho raggiunto le mie budella e le ho sparpagliate per la scena in forma di domande?
lo sai che non so cos’altro fare?
lo sai che ho bisogno di te e sto morendo e morirò senza di te?
cos’è utile?
cos’è una buona domanda?
qual è il metodo per trovare risposte?
chi abbatterà i muri delle prigioni?
qual è la strada?
qual è la relazione tra attore e spettatore?
cos’è la dizione?
qual è la ricerca importante?
abbiamo tempo per fare tutte le domande?
quali vuoi fare?
vuoi farle ora?
cosa abbiamo bisogno?
come possiamo ottenerlo?
come possiamo metterci in contatto uno con l’altro?
come farlo avvenire?
come possiamo fare un teatro che faccia l’amore, l’amore ora?
come possiamo fare un teatro che valga la vita dei suoi spettatori?
come possiamo fare un teatro quando non abbiamo alcuna risposta ma solo vaghi accenni su come porre domande?

Finisco con domande perché non ho risposte
ma quel che voglio sono risposte

Julian Beck

domenica 17 gennaio 2010

LABORATORIO-GIARDINO: A cosa serve il teatro?


Il laboratorio-giardino per i teatri di nuova generazione può essere paragonato a un organismo vivente giunto al suo terzo mese di vita (la durata di una stagione). Esso, per quanto giovane, ha già sviluppato un ritmo, un respiro e una forma in costante variazione. In breve tempo ha attraversato diverse fasi vitali, palesi o nascoste; morte, rinascita, armonia, caos, coesione, frammentazione. Per prendersi cura o partecipare alla vita del laboratorio-giardino occorre dare un nome e un significato ai vari momenti della sua esistenza, accettare ogni istante, anche i più difficili, come parte inevitabile e necessaria del suo processo vitale. Il nostro laboratorio, come metafora del giardino, è esposto alle stagioni, al freddo, al caldo, al vento, al ghiaccio, alla grandine, alle neve, alla pioggia, al sole, agli insetti che ne insidiano le piante, alle erbacce che ne insidiano il terreno, agli uccelli che ne divorano la frutta. Il giardiniere conosce tutto questo, lo accetta e per ogni situazione valuta cosa fare e non fare. L’obiettivo principale del nostro laboratorio-giardino è di sostenere un processo di domande, di confronto e di ricerca sull’attualità e sulla necessità del teatro. In questo senso finora ci siamo domandati cosa sia il teatro e a questa domanda ognuno ha formulato una o più risposte. Nessuna di queste, sappiamo bene, è la verità assoluta. Porsi domande sul teatro ci interessa al solo scopo di tenere viva la fiamma di un processo culturale che ai nostri occhi rischiari il teatro stesso, che ci aiuti a comprenderlo meglio come spettatori e come artisti, capaci di partecipare attivamente alla vita culturale del nostro tempo. Il teatro, essendo un linguaggio artistico, per sua natura è indisciplinato, appartiene al caos ed è impossibile, oltreché inutile, ordinarlo, definirlo, metterlo a norma; il nostro laboratorio-giardino ha dunque il compito di recuperare le peculiarità particolari e universali del teatro, di proteggerlo dalla tendenza omologante e globalizzante dei nostri tempi che tutto uniforma e indirizza. Porsi domande sul teatro significa problematizzare l’argomento e questo è un modo per tutelare in noi il bisogno sociale e personale di diversità e complessità.
A questo punto del nostro percorso vi pongo una nuova domanda:
- A cosa serve il teatro? -

Andrea Meloni

venerdì 20 novembre 2009

TEATRI dal MARGINE 2009



Teatro Laboratorio Alkestis
Compagnia d’arte Circo Calumèt
Centro Studi Danza Animazione Arte Terapia


T E A T R I D A L M A R G I N E 2009

giornate di studio e spettacolo sulla poesia del corpo, della parola, dell’immagine


Cagliari, dal 4 al 13 dicembre 2009


Direzione artistica:
Andrea Meloni, Massimo Michittu

Direzione scientifica:
Vincenzo Puxeddu

Direzione organizzativa:
Sabrina Mascia

Segreteria organizzativa e amministrativa “sezione artistica”:
Michela Garau, Serena Vincenzi

Segreteria organizzativa e amministrativa “sezione scientifica”:
Angela Demuru

Ufficio stampa:
Stefania Siddi


Fund raising:
Stefania Mascia


Service:
Dubs


PRESENTAZIONE:

In tutte le civiltà, anche in quelle senza scrittura, molti, illustri e oscuri, provano il bisogno di esprimersi in versi, e vi soggiacciono: secernono quindi materia poetica indirizzata a se stessi, al loro prossimo o all’universo, robusta o esangue, eterna o effimera. La poesia è nata certamente prima della prosa. Chi non ha mai scritto versi? Uomo sono. Anch’io, ad intervalli, ‘’ad ora incerta’’, ho ceduto alla spinta: a quanto pare, è inscritta nel nostro patrimonio genetico.
cf. P.Levi, Ad ora incerta, Milano, Garzanti, 1990, (I ed 1984), p.7

Nella nostra società l’offerta e gli spazi di poesia sono molto marginali, eppure il bisogno comune di creare o procacciarsi materia poetica, di nutrirsi di parole per l’anima, come riconosce Primo Levi, sembrerebbe appartenerci profondamente.
Viviamo un tempo con un pieno di parole, ancor più d’immagini, ma la parola che spesso manca è proprio quella dei poeti.

La manifestazione Teatri dal Margine, giunta alla seconda edizione, è stata concepita proprio per offrire spazi a spettacoli, readings, esposizioni, proiezioni, incontri e momenti di studio che in qualche modo siano veicolo di argomenti e di esperienze culturali e sociali poco discussi e scarsamente diffusi.
L’edizione 2009 di “Teatri dal margine”, in particolare, è dedicata alla poesia, alla parola dei poeti, invocata ed evocante, forgiata nel silenzio e nelle ore di solitudine, “immaginifera”, numinosa, che infonde e genera, che rinnova.
Il margine, il luogo fisico o simbolico, individuale o sociale, che segna la separazione, che contiene l’allontanato, il rimosso, è strettamente legato alla poesia; il margine, infatti, è anche il contesto che secerne i linguaggi artistici e le relative opere, il tempo, sempre incerto, da cui nasce il bisogno di esprimersi attraverso la poesia per assegnare ai vissuti difficili un nome, un senso e un ordine nuovo.
L’obiettivo delle nostre giornate di spettacolo e di studio, che quest’anno si svolgeranno dal 4 al 13 dicembre, è di sensibilizzare l’opinione pubblica a un bisogno di poesia nel quotidiano, nel sociale, attraverso la testimonianza e il contributo di artisti e poeti che a diverso modo hanno saputo rielaborare in chiave universale e simbolica quelle esperienze in cui l’arte si confronta con il bisogno, con la ferita, con il conflitto, facendosi poesia.

Il programma di “Teatri dal Margine 2009”, in linea di continuità con la precedente edizione, è stato elaborato con l’intenzione di coinvolgere e mettere a confronto esperienze e linguaggi differenti.
Anche quest’anno, inoltre, è prevista una sezione scientifica che attraverso un convegno, proiezioni video e seminari presenterà alcune significative esperienze di arte per il sociale e la riabilitazione, ove i linguaggi artistici sono impiegati nei processi di aiuto alla persona in contesti detentivi, educativi e clinici.

PROGRAMMA

Spettacoli & Readings

4, 5, 8, 9, 10 dicembre
ore 21,00
Teatro Laboratorio Alkestis
Rovesci d'amore
con Sabrina Mascia, Andrea Meloni, Elisabetta Piras
costumi Stefano Carboni
opere sceniche Simone Dulcis
coreografie Elisabetta Piras
parole e regia Andrea Meloni

In quest'epoca di mercificazione e spettacolarizzazione dei sentimenti abbiamo sentito con forza e responsabilità il bisogno
di avvicinarci al tema dell'amore per tentare d'indagarne la complessità, i contrasti, i lati più ruvidi.
Sentimento vasto, l'amore, carro nomade che attraversa e trasporta, che innalza e inabissa;
tessuto pregiato ricco d'intrecci d'oro, di filigrane d'argento e di rovesci non meno preziosi.
L'amore, appunto, nelle sue infinite manifestazioni di luci e ombre, di seta e lame, è l'argomento portante di "Rovesci d'amore"
nuova produzione del Teatro Laboratorio Alkestis, liberamente ispirata al mito di Arianna e Teseo.

6 dicembre
ore 18,00
Compagnia d'arte Circo Calumèt
Ad ora incerta
con Andrea Meloni
e la partecipazione di Giovanni Pasquero Elia e Gigi Picciau

Incontro in rosso, di vino e poesia. Il rosso della terra, delle forze vitali. Incontro di uomini e donne per il gusto
di stare insieme, del buon vino, delle parole dei poeti. Incontro all'ora calma dei racconti al camino, dell'intimità
sussurrata, dei gesti centellinati. All'incontro intervengono Giovanni Pasquero Elia dell'Azienda Agricola "Paitin"
di Neive (CN) e Gigi Picciau, Presidente del Consorzio di Tutela dei vini DOC di Sardegna.

11 dicembre
ore 21,00
Carovana SMI
Corpo inverso
ri-tratti di performance preesistenti
con Ornella D'Agostino
e la partecipazione di Rita Spadola

Se la poetica del gesto produce associazioni visuali al margine di significati traducibili, esplicitare i percorsi
che muovono l'immagine corporea sarebbe come dar parola al mare. Ci esponiamo all'instabilità dei mutamenti
imprevisti del vagare dell'anima che frange contro i limiti del linguaggio, del giudizio, e della necessità.
La parola non basta per orientarci nel viaggio esistenziale, ma attrae il "corpo inverso" alla concatenazione
logica dei significati.

12 dicembre
ore 17,30 e ore 21,30
Giovanni Lindo Ferretti
Bella gente d'Appennino
con Giovanni Lindo Ferretti - voce e parole
e Ezio Bonicelli - violino

Spettacolo per voce e violino, dove le parole, pregne di sudore e storia lunga secoli, sono recitate, salmodiate e a volte cantate.
"Bella gente d'Appennino" è il seguito ideale di "Reduce", libro prima e spettacolo poi, ispirato dal ritorno a casa
e dall'inevitabile riscoperta di sé stesso; reduce come gli antenati andati in guerra anni prima e attesi per anni
dalle loro donne; reduce come chi, dopo anni, si trova a fare i conti con il proprio rinnovato pensiero.
Il nuovo spettacolo è arricchito nei testi, per la maggior parte inediti, da riflessioni personali sulla vita di montagna,
i boschi, gli animali, la transumanza e le celebrazioni recitate.


13 dicembre
0re 20,00
Teatro Valdoca
Un niente più grande
con Mariangela Gualtieri - voce e parole

Ho imparato a memoria i versi che ho scritto in questi due anni e con essi darò vita a quello che mi piace chiamare "rito sonoro".
Quando la poesia viene dalla musica, nella sua ritmica e melodia, davanti ad un pubblico partecipe che se ne nutre, allora
a volte le parole si dinamizzano e manifestano la loro efficacia. A questo servivano i riti, a rendere appunto attivi i simboli.
E quali simboli abbiamo, più cari, più necessari delle parole?
"Rito sonoro" indica anche quanto la cosa sia fatta insieme, dal poeta e dal pubblico in ascolto, secondo un capogiro di forze
che può saldare tutti in un unico respiro. Sentiamo bene ora quanto sfinite e logore siano le parole dalla nostra lingua:
con UN NIENTE PIU' GRANDE vorrei dire che forse è tempo che poeti e filosofi ricarichino parole troppo sgonfie e rendano
di nuovo possibile il ragionar d'amore, atto di cui non possiamo fare a meno.

Conferenza
11 dicembre
ore 17,30
Centro Studi Danza Animazione Arte Terapia
Corpo poetico e competenze emotive
relatori:
prof. Alessandro Pontremoli - "Dalla parola alla carne e ritorno: problematiche estetiche tra la danza, il teatro e la terapia"

dott. Vincenzo Puxeddu - " Il movimento, l'immagine, la parola e lo sviluppo delle competenze emozionali"

chairman: Andrea Meloni


Seminario
12 dicembre
ore 9.30/16.30
Centro Studi Danza Animazione Arte Terapia
Le parole del corpo: movimento poetico ed emozione
a cura del dr. Vincenzo Puxeddu e della dr.ssa Francesca Lilliu (danzamovimentoterapeuta APID)

A partire dalle più recenti visioni della neuro-psicologia (neuroni specchio, concetto attuale di empatia e di emozione) possiamo riscoprire
il senso dell'intelligenza che caratterizza le nostre esperienze di movimento, le quali, proprio perché "in-corporate", consentono di integrare
una conoscenza profonda di noi e del mondo. Una conoscenza talvolta implicita, ma non per questo meno presente come guida delle nostre
scelte e delle nostre esperienze. Le immagini e la parola che nasce dal movimento possono sviluppare la consapevolezza di noi
e dei nostri vissuti; il corpo viene allora riscoperto come risorsa, elemento centrale nello svilupo delle competenze emotive.

Esposizioni
4/13 dicembre
ore 18.00/21.00
Compagnia d'arte Circo Calumèt
Vĭātŏr - opere pittoriche di Simone Dulcis
Marginali realtà - opere fotografiche di Stefano Fanni

domenica 8 novembre 2009

LABORATORIO-GIARDINO per i teatri di nuova generazione


Con questo 2009 sono 18 anni che faccio il mestiere dell’attore e sento un gran bisogno di celebrare la mia matura età professionale dedicandomi al teatro con rinnovato spirito di passione, di ricerca e di servizio. Dedicarmi al Teatro, con particolare riferimento a quello contemporaneo, per me è come occuparmi di un giardino, un giardino del mondo, purtroppo sempre meno frequentato e non sempre capace di produrre frutti che sappiano dare alla comunità degli spettatori un nutrimento culturale profondo, diffuso. Il teatro della cosiddetta “ricerca” nella maggior parte dei casi rischia di fossilizzarsi in un’eterna incompiuta. I teatri d’avanguardia, escluse le rare “eccellenze”, confondono l’essenzialità del “teatro povero” con la sciatteria e l’approssimazione, si appoggiano a nuove drammaturgie che fanno rimpiangere i classici, procedono nel senso del progetto di produzione piuttosto che del processo creativo e, inoltre, sono molto autoreferenziali, ovvero si riferiscono a un pubblico troppo ristretto, composto da addetti ai lavori, da conoscenti e da persone con velleità artistiche che del teatro avrebbero voluto essere protagonisti piuttosto che spettatori. La stessa formazione degli attori e dei registi a volte appare scarsa, se non assente. Non si parli poi dei direttori artistici, un tempo operatori culturali, oggi trasformati dal sistema dei contributi pubblici in veri e propri manager d’azienda. E delle compagnie, che dire? Che fine hanno fatto le compagnie d’arte? Oggi è un continuo vai e vieni di scritturati a progetto e gli spettacoli nascono e muoiono in breve tempo. Se poi si entra nel merito della politica culturale messa in atto dalla Regione Sardegna, scopriamo che le cause e le responsabilità sullo stato del teatro contemporaneo si allargano a dismisura.
Ci tengo a precisare che tali valutazioni critiche non sono assolute, meriterebbero i dovuti “distinguo” e approfondimenti, e non sono finalizzate ad una mera distruzione dell’esistente (di cui, tra l’altro, faccio parte), ma semmai intendono attivare in me, per quel che mi compete, un’assunzione di responsabilità e una presa in carico d’impegni a favore del teatro da cui in questi 18 anni ho certamente ricevuto più di quanto ho dato.


Su questa assunzione di responsabilità nasce la mia proposta di LABORATORIO-GIARDINO per i teatri di nuova generazione. L’esperienza ha preso avvio al Teatro Alkestis il 19 ottobre 2009 e si concluderà il 7 giugno 2010. Il nucleo dei partecipanti è costituito da persone che a diverso titolo e in diverse fasi hanno conosciuto, stimato, stimolato e incoraggiato la mia vita teatrale. Per esse provo un sentimento di fiducia e di profonda riconoscenza, e con esse intendo effettuare un processo di sensibilizzazione al linguaggio teatrale e di formazione del pubblico.
In questo blog, saranno pubblicati i documenti che di volta in volta produrranno i partecipanti del LABORATORIO-GIARDINO e saranno graditi gli eventuali commenti e contributi di tutti i lettori.
La prima domanda che ho sottoposto ai partecipanti del LABORATORIO-GIARDINO è: Cos’è per te il teatro?
In attesa dei primi riscontri, ringrazio tutti coloro che hanno aderito e che aderiranno a questo processo di diffusione e di rinnovamento della cultura teatrale.
Andrea Meloni

venerdì 3 luglio 2009

AUTORITRATTO IN FACCIA AL SOLE ALLA X EDIZIONE DELLA RASSEGNA "ISOLAE MENTI"


Torna in scena AUTORITRATTO IN FACCIA AL SOLE, l'omaggio teatrale della nostra compagnia alla figura umana e artistica di Vincent van Gogh. Lo spettacolo sarà presentato nell'ambito della X edizione della rassegna ISOLAEMENTI, organizzata dalla compagnia Teatro d'Inverno di Alghero.
A partire da domenica 5 luglio, la rassegna coinvolgerà alcune tra le più interessanti realtà del panorama regionale e nazionale tracciando un percorso teatrale, cinematografico e musicale che attraversa follie e folli, manicomi e prigioni, migrazioni e repressioni, futuri inquietanti e passati dimenticati.

mercoledì 27 maggio 2009

NEXT STATION IS...


Post delle presenze della nuova personale di Simone Dulcis
alla galleria SPAZIO P (via Napoli 62, Cagliari).
Visita la mostra dal 28 maggio al 13 giugno 2009, dal lunedì al sabato dalle 19.00 alle 24.00, e lascia un commento in questo post:


E' una massa rossa eccentrica e pulsante, a vibrare ai margini di una veduta metropolitana affondata fin nel cuore scuro della città. Planimetria underground fitta di reticoli, di labirinti, di spazi cavi. Passaggi sotterranei che si incrociano con fiumi carsici, moli d'approdo che paiono barriere, stazioni che ingoiano e rigettano un numero quasi esatto di esseri viventi. La novella Babilonia rappresentata a colpi di bitume da Simone Dulcis ha lucori giallastri su un cielo invisibile. Ha rivoli di tinta come radici, color liquerizia e gomma bruciata nella town che vive nel buio e non per questo si spegne. Ci sono tracce di cuori e di anime in quei cammini incatramati, nelle stesure di smalti, di acrilici e del serico olio, nei contrasti appena avvertibili tra lucido e opaco. E nelle finestrelle aperte nei muri delle Safe Homes c'è una breccia, forse una feritoia, rivolta verso quel mondo di superficie che induce alla difesa. Tra le pennellate pastose e cariche di materia della sua sapienza pittorica, Simone Dulcis chiude, dissimulandoli, gli elementi spirituali sottesi alla sua ricerca. Sempre legato all'Africa in cui visse da bambino, ritma sui battiti della musica DUB il rumore ferrigno che sale dagli inferi del sottosuolo.

presentazione a cura di Alessandra Menesini

giovedì 25 dicembre 2008

Sereno Natale a tutti gli artisti de "La spina del grano"


Cari artisti de "La spina del grano",
la compagnia Circo Calumèt augura a voi tutti un sereno Natale e vi rinnova l'invito a volerci incontrare al Castello di San Michele per animare la mostra ed effettuare una serie di nuovi momenti di confronto.